Perché i mercati finanziari non sono vantaggiosi come quelli descritti nel film “Il lupo si Wall Steet”

Tutti gli appassionati di finanza, di mercati finanziari e di trading online hanno visto il famosissimo film di Martin Scorsese, con protagonista Leonardo Di Caprio. Il film è in realtà tratto dalla bibliografia di Jordan Belfort, famoso e senza scrupoli broker di New York, che ha avuto una rapidissima ascesa al successo, e che a causa dei suoi eccessi ha anche avuto una rovinosa caduta.

In questo articolo non vogliamo entrare nel merito del film, per se s’tesso molto bello, tanto da aver ricevuto ben 5 nominacion agli Oscar, e nemmeno vogliamo addentrarci negli eccessi descritti dal protagonista; quello che vogliamo fare invece è considerare l’aspetto storico del film.

Il Lupo di Wall Street è ambientato alla fine degli anni ’80. Periodo storico per i mercati finanziari. Probabilmente se siete troppo giovani non ricorderete il momento di grande boom economico avvenuto in tutto il mondo, ma anche nel nostro Paese nella seconda metà degli anni ’80.

Il boom è seguito al periodo difficile dovuto alla crisi finanziaria degli anni ’70. In quegli anni il mercato economico è entrato fortemente in crisi a causa delle azioni petrolifere. Il petrolio infatti aveva raggiunto prezzi incredibili (i più anziani ricorderanno certamente i fine settimana senza auto, dovuto all’assenza di benzina nei distributori).

Naturalmente alla crisi del settore petrolifero ha fatto seguito la crisi dell’intero settore di produzione industriale. I conflitti scoppiati nella zona del medio oriente, sono stati in parte il motivo scatenante, ma non solo.

Ad ogni modo la fine di una crisi economia, per quanti ne sanno approfittare nel modo giusto, segna sempre grossi incassi dal punto di vista finanziario.

Certo i rischi sono alti, perché effettivamente nessuno ha una sfera di cristallo che sappia identificare il momento esatto in cui avviene l’inversione di marcia e i mercati azionari iniziano a crescere.

La fine degli anni ottanta e gli investimenti a tanti zeri

La fine degli anni ottanta è stata proprio questo. Il momento di svolta, la crescita economica, soldi per tutti. Se avete modo di parlare con qualche buon imprenditore vi confermerà l’affermazione: alla fine degli anni ottanta i soldi ti crescevano letteralmente in mano.

L’economia è ciclica, ci sono momenti di forte crescita, poi il mercato si stabilizza per un po’ di tempo, poi dovuto a qualche fatto particolare riprende a salire o più probabilmente scende. Le crisi economiche più famose in epoca moderna sono appunto quella del 1929, quella degli anni ’70 e l’ultima del 2008.

Solo da poco tempo gli analisti storici hanno iniziato ad analizzare approfonditamente la crisi del 2008, e hanno identificato delle sostanziali differenze tra quest’ultima e le crisi precedenti.

Per prima cosa la differenza dell’accesso ai marcati finanziari.

Fino a qualche tempo fa i mercati finanziari erano esclusiva di persone che potevano permettersi degli investimenti (se pur piccoli su scala macroeconomica) piuttosto ingenti. Era necessario rivolgersi ad un broker professionista che si occupava personalmente di intervenire e spostare capitali nelle varie Borse. Attualmente non è più così.

Il trading online ha aperto i mercati finanziari, rendendoli alla portata di tutti. Non è più necessario avere delle competenze specifiche e certificate per diventare un operatore di borsa. Chiunque abbia una connessione internet e utilizzi una piattaforma di broker online può investire in finanza.

Certo avere una buona attitudine e propensione agli investimenti permette di ottenere guadagni migliori, ma chiunque con un po’ di costanza e propensione allo studio della materia finanza può investire anche piccole cifre in completa autonomia, arrivando a guadagnare cifre interessanti senza doversi rivolgere a specialisti del settore.

Attualmente, i mercati non sono certo quelli della fine degli anni ’80 e primi anni ’90, ma buone occasioni ci sono comunque in ogni momento e acquistare l’azione che nel futuro promette una buona rendita non è cosa d’altro mondo. L’importante è investire con intelligenza, informandosi adeguatamente.

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